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Come il progetto si articola

Il Territorio Come Bacino Di Azione

L’articolazione del progetto estivo e delle nuove modalità di risposta e di metodologia di azione, ci impongono come passaggio fondamentale l’allargamento dei consueti “perimetri” (l’oratorio, il servizio, gli spazi della singola organizzazione, …).

Il quartiere o i quartieri limitrofi definiti dalle Comunità Pastorali, diventano il bacino di azione dell’intervento nella creazione di una collaborazione tra soggetti e Agenzie Educative e Servizi del territorio specifico, nella messa in comune di risorse e spazi (pubblici e privati) per ampliare la possibilità di risposta.

In altre parole ogni realtà/soggetto educativo è chiamato a ragionare con uno sguardo allargato ai cittadini del quartiere e non solo alle persone, alle famiglie o ai ragazzi che generalmente vi afferiscono. Una proposta capillare, costruita per quartieri e zone al fine, anche, di limitare il più possibile spostamenti da una parte all’altra della città e di implementare un processo di appartenenza e di rete.

La Proposta Organizzativa e le Attività

La proposta, declinata per ogni singolo quartiere o zona della citta, in un lavoro di co-progettazione e di co-programmazione tra il “Pubblico” e le realtà di territorio (oratori, associazioni sportive, associazioni culturali e di volontariato, cooperative, in connessione con le consulte di quartiere) terrà conto di alcune linee, attenzioni e proposte generali.

L’impianto organizzativo si costruisce intorno all’idea di proporre attività a piccoli gruppi stabili, da 5 a 10 ragazzi (e comunque definiti secondo le linee guida e le indicazioni ministeriali, regionali e comunali), con un educatore o tecnico sportivo di riferimento e con il coinvolgimento, laddove possibile, di uno/due adolescenti a supporto dell’attività.

I gruppi saranno costruiti a fasce di età e la proposta sarà strutturata dal lunedì al venerdì (nell’arco dell’intera giornata), garantendo la definizione di spazi all’aperto e al chiuso dedicati al singolo gruppo, ed evitando l’incrocio tra gli stessi.

Si prevede il coinvolgimento in alcuni gruppi di ragazzi con disabilità supportati da educatori.

Le attività che saranno messe in campo seguiranno una programmazione settimanale con l’offerta di tempi di gioco, sport, attività ludico-ricreative e formative attingendo anche alle arti espressive (teatro, musica, arte) e alle discipline orientali (quali yoga e arti marziali).

Al fine di consentire la maggior risposta possibile, le attività si integreranno con i servizi offerti nel quartiere in particolare per le fasce di età 0-6 anni (nido e materna) e per le persone con disabilità, al fine di poter avere un’attenzione a tutti il più possibile articolata ed adeguata alle esigenze delle persone.

Al fine di consentire un’adeguata organizzazione verranno attivate modalità di raccolta preventiva del bisogno della popolazione del bacino di azione. A tale scopo anche per l’individuazione, in particolare, di situazioni di fragilità, fondamentale sarà l’apporto delle Assistenti Sociali de territorio. Sarà possibile anche l’ attivazione di spazi aggregativi ed animativi, gestiti con gli stessi criteri generali fin qui riportati per mezze giornate, al mattino o al pomeriggio, per qualche ora dal lunedì al venerdì, per andare incontro alle esigenze delle famiglie che non potranno partecipare alle esperienze dei Centri Estivi ma i cui bambini e ragazzi devono avere l’ opportunità di spazi di socialità ed incontro.

Le Misure Per Contenere Il Contagio

Partendo dal presupposto che tali misure saranno poi declinate e specificate sulla base delle linee guida e delle indicazioni ministeriali, regionali e comunali, e da ATS, si prevedono alcune specifiche attenzioni e azioni al fine di tutelare ragazzi, operatori, volontari e cittadini coinvolti, e limitare il più possibile il rischio di contagio.

  • Prevedere un’organizzazione di iscrizione e pagamento online per evitare assembramenti.
  • I gruppi di ragazzi e gli educatori ed animatori di riferimento saranno stabili nel corso della settimana/settimane (fatta salva la necessità di sostituzione del personale).
  • Sarà prevista la formazione di tutto il personale operativo e volontario relativamente ai protocolli e alle procedure sanitarie e di sicurezza e incontri di infomazione/formazione delle stesse a tutti i ragazzi.
  • Ad ogni gruppo saranno assegnati spazi all’aperto e al chiuso (in caso di pioggia) dedicati ed esclusivi, evitando che i diversi gruppi vengano a contatto tra di loro.
  • In ogni caso saranno privilegiate il più possibile attività all’aperto.
  • Devono essere previste, pensate ed organizzate le zone dei servizi igienici e l’uso da parte dei ragazzi delle stesse al fine di contenere il più possibile il rischio di contagio.
  • La creazione di gruppi piccoli (7-10 ragazzi) viene definita al fine di garantire il distanziamento fisico tra i ragazzi.
  • I ragazzi accederanno alle attività a “scaglioni” e verranno usati (laddove possibile) diverse zone di accesso, per evitare assembramenti.
  • Ragazzi e operatori/animatori dovranno avere la mascherina.
  • All’ingresso di ogni gruppetto viene previsto uno spazio “triage” per la misurazione della febbre e per assicurarsi che i ragazzi siano provvisti di mascherina, con l’eventuale predisposizione di un registro.
  • Verrà sospesa l’attività per ragazzi ed educatori/animatori che dovessero presentare febbre nel rispetto delle norme ministeriali e regionali.
  • Deve essere previsto un medico di riferimento.
  • Al termine dell’attività l’educatore provvederà a pulire con prodotti sanificanti tutti i materiali usati per le attività.
  • Si consiglia su materiali specifici ad uso per alcune attività che i ragazzi abbiano un proprio Kit personale.
  • Il pasto deve essere al sacco o distribuito in monoporzioni confezionate.
  • Se previsto un unico spazio mensa questo dovrà essere trattato e usato secondo le normative vigenti e i gruppi di ragazzi dovranno accedervi a scaglioni per evitare assembramenti.
  • Al termine delle attività va prevista giornalmente la pulizia, con prodotti sanificanti, di tutti gli spazi utilizzati e dei servizi igienici.

Resta evidente che una progettualità così come descritta richieda un numero elevato di educatori, animatori, volontari e personale vario, nonché la necessità di diverse competenze da mettere in campo.

È a partire da questo presupposto che si ritiene non solo opportuno, ma necessario, che si venga a creare nei singoli territori un lavoro di co-progettazione tra operatori del “Pubblico” e delle realtà di quartiere/zona, in connessione con le Consulte.

Dovranno, inoltre, essere previste azioni per il reclutamento di operatori e volontari del numero necessario a sostenere le attività previste e rispondere al bisogno rilevato. Accanto alle risorse umane vi è il bisogno di definire i possibili spazi che possono essere utilizzati sul quartiere per l’attività, sia all’aperto che al chiuso. Diventa perciò essenziale mettere a disposizione luoghi pubblici e privati per allargare “il campo di gioco”.

La Rete Di Quartiere/Zona

Affinché il modello proposto, di risposta cittadina, possa rendersi possibile vanno costituiti due livelli di lavoro.

L’attivazione di una cabina di regia e di una struttura di lavoro cittadina costituita dalle principali realtà promotrici del progetto al fine di condividere e consolidare le linee trasversali di progetto e di intervento con il coinvolgimento di Protezione Civile e ATS, e che possa allineare le diverse realtà/reti (Oratori-FOM, Caritas, Associazioni sportive, associazioni culturali e di volontariato, cooperative, …). La costituzione di reti di territorio che si assumano la responsabilità della gestione di spazi e attività con la creazione di patti di collaborazione pubblico/privato intorno ad un soggetto capofila per ogni quartiere/zona, a cui venga affidata la cura delle relazioni progettuali della rete. Fondamentale risulta essere, in tale approccio di lavoro, la connessione/collaborazione con gli Oratori e i Centri di Aggregazione Giovanili (CAG).

In altre parole ogni realtà/soggetto educativo è chiamato a ragionare con uno sguardo allargato ai cittadini del quartiere e non solo alle persone, alle famiglie o ai ragazzi che generalmente vi afferiscono. Una proposta capillare, costruita per quartieri e zone al fine, anche, di limitare il più possibile spostamenti da una parte all’altra della città e di implementare un processo di appartenenza e di rete.

L’articolata organizzazione e il coinvolgimento di personale educativo, accanto alle spese legate alla pulizia con prodotti sanificanti di spazi e materiale unito all’approvvigionamento di DPI, porta a dovere mettere in campo diverse risorse economiche al fine di garantirne la sostenibilità. Restiamo altresì convinti che un’efficace azione di sistema che preveda investimento di risorse pubbliche, il sostegno tramite bandi e forti di una sinergia tra le diverse realtà ed organizzazioni, possa rendere l’impianto sostenibile.

A titolo esemplificativo e orientativo, ritenendo che alcune voci debbano essere meglio approfondite in sede di co-progettazione anche sulla base delle indicazioni ministeriali e regionali, viene indicata un’ipotesi di costi e di possibili ricavi settimanali per un intervento a tempo pieno a favore di 100 ragazzi suddivisi in 15 gruppi. Resta inteso che tali dati saranno analizzati e rivisti in sede di co-progettazione.

*nel conteggio economico non viene considerato il costo per l’uso degli spazi

La Cabina Di RegiaStruttura Di Lavoro Cittadina Del Progetto

Articolazione della struttura di lavoro

  • 3 figure per l’ elaborazione del progetto, la gestione dei rapporti di rete cittadini, il coordinamento complessivo dei diversi programmi territoriali, per il reperimento delle risorse istituzionali e da bandi- una figura ciascuno per ASD Ascot Triante, per coop. Novo Millennio e per ASD Silvia Tremolada.
  • Una o due figure di segreteria (che si preoccupano per la predisposizione dei format di iscrizione, dei patti territoriali e della stesura dei documenti di progetto territoriali.
  • Una figura per la comunicazione generale del progetto.
  • Una figura responsabile della formazione generale e di ogni singola equipe operativa.

Questa struttura opera per l’ intera durata del progetto.

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